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Botero visto e imprevisto

Il maestro e Bailarina
Giorgio Antei

IL MAESTRO E BAILARINA

Giorgio Antei

Da bambina Lisa del Giocondo, conosciuta dai posteri come “la Gioconda”, era una pupa cicciottella dal sorriso più ammiccante che misterioso; così la vediamo in una serie di ritratti dipinti intorno alla metà del secolo scorso. Oltre a fornirci informazioni più o meno attendibili sull’infanzia della star del Louvre quei quadri ce ne forniscono altre, relative a chi li dipinse: Fernando Botero. A ventiquattro anni Botero si era fatto fotografare con in mano un volume di Bernard Berenson, conclamato fautore dei “valori tattili”: teoria suscettibile di interpretazioni sottili, che tuttavia poteva essere ridotta, con un’energica semplificazione, a encomio della tridimensionalità, e dunque, in certo modo, della corpulenza. Giorgio Antei, che nei lunghi anni trascorsi a Bogotá ebbe occasione di frequentare il pittore e la sua famiglia, delinea, con divertenti aneddoti, il cammino apparentemente complicato, in realtà disinvolto e felice che, passando per Giotto e Mantegna, avrebbe trasformato Botero in Botero.