Regina d’Arcadia
CRISTINA DI SVEZIA E LE PASSIONI DELL’ANIMA
Cristina NuzziIl Trono d’Argento delle incoronazioni svedesi fu inaugurato nel 1650 da Cristina di Svezia; quello stesso anno, pochi mesi prima, moriva a Stoccolma René Descartes. Fino alla vigilia di una data tanto fatidica per entrambi, la regina e il filosofo avevano intessuto un fitto scambio epistolare: fu anche da questo dialogo che emerse la redazione, completata appena in tempo (nel 1649), dell’ultimo saggio di Cartesio, Le passioni dell’anima. Poi, pare, gli fu fatale il clima svedese. Cristina stessa avrebbe deciso quattro anni dopo di lasciare il rigore del trono e della Scandinavia partendo per una sorta di Grand Tour ante litteram che la portò a peregrinare (trionfalmente) per l’Europa fino a stabilirsi sulle sponde del Tevere, ben più tiepide di quelle del Norrström. A Roma riunì e accrebbe la sua collezione d’arte e fondò un circolo culturale – diremmo oggi – destinato, dopo la sua morte, a divenire il cenacolo di classicisti razionalisti (quasi cartesiani) che presto avrebbe trovato ricetto in quella che fu la residenza di lei, Palazzo Riario, e che ancora si chiama l’Accademia dell’Arcadia.