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Scopriamo Ferdinand Bac, eclettico artista dilettante che concepì la stravagante villa di Les Colombières in Costa Azzurra.
La collezione di gioielli di René Lalique raccolta dall’amico e mecenate Calouste Gulbenkian.
La mostra di D&G al Palazzo Reale di Milano, omaggio alla femminilità e alla Sicilia e apoteosi del made in Italy.
Da testimonianze di prima mano, a poco più di un anno dalla morte dell’artista ricostruiamo le origini dello stile che ha reso celebre Fernando Botero.
Il Codice Cospi, conservato all’Università di Bologna, è uno dei pochissimi manoscritti precolombiani giunti fino a noi.
L’elogio della Penelope andina, l’artista tessile colombiana Olga de Amaral, il ragno d’oro delle Ande.
Un’opera poco nota del Pinturicchio, il Soffitto dei Semidei, accompagna una dotta e appassionante disquisizione mitologica.
Il mastodontico monumento Cronache della Georgia di Zurab Cereteli domina la città di Tbilisi.
Una straordinaria campagna fotografica messicana e due dotti articoli portano alla scoperta della poetica dell’ungherese Géza Maróti.
I felici anni parigini di Tsuguharu Foujita narrati dalla più celebre delle sue modelle e da un raffinato e spiritoso articolo.
Meravigliosi paraventi raccontano l’incontro di culture fra Portogallo, Giappone e Messico avvenuto nel XVI secolo.
Soffiatura del vetro e fotografia portano sotto i nostri occhi le meraviglie che la Natura ha nascosto negli abissi.
I significati profondi e reconditi dei dipinti della serie della “Umanità Primitiva” dipinti da Piero di Cosimo nella Firenze medicea.
Le elaborate forme di pane prodotte in Sardegna per feste come Pasqua e matrimoni sono l’occasione per una meditazione sull’alimento per antonomasia.
Le vicende delle figure che ruotarono attorno a Filippo V di Spagna, e in particolare della seconda moglie Elisabetta Farnese.
Una processione di morti guidata da scheletri nella chiesa di Santa Maria delle Lastre a Vermo e in quella della Santa Trinità a Cristoglie.
Le opere dello scultore contemporaneo Javier Marín conservano la memoria dolorosa della violenta storia che originò l’attuale civiltà messicana.
Le tavolette d’avorio salernitane, capolavoro dell’incisione medievale, con raffigurazioni dall’Antico e dal Nuovo Testamento.
Il Museo dell’Innocenza a Istanbul è strettamente legato all’omonimo romanzo del Premio Nobel che qui ci narra la genesi di entrambi.