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I significati profondi e reconditi dei dipinti della serie della “Umanità Primitiva” dipinti da Piero di Cosimo nella Firenze medicea.
I Moleskine del Premio Nobel per la Letteratura Orhan Pamuk, nei quali parole ed immagini si compenetrano, in mostra al Labirinto della Masone.
Le pacifiche ma misteriose vedute d’interni del danese Vilhelm Hammershøi sono indagate sul piano storico-artistico e poetico.
Gli sbalorditivi risultati registrati in tre diversi incanti: un dipinto del Canaletto, una specchiera di Claude Lalanne, un libro di Galileo Galilei.
Soffiatura del vetro e fotografia portano sotto i nostri occhi le meraviglie che la Natura ha nascosto negli abissi.
La sala da pranzo del Palazzo Altieri di Oriolo Romano, decorata da Giuseppe Barberi.
Uno sguardo d’insieme sull’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, con particolare attenzione agli stucchi del Serpotta.
Il più intellettuale dei passatempi da interno, il gioco degli scacchi, è descritto attraverso le scacchiere di una collezione portoghese.
Scopriamo Ferdinand Bac, eclettico artista dilettante che concepì la stravagante villa di Les Colombières in Costa Azzurra.
Giuseppe Castiglione, gesuita pittore in Cina, oggi una gloria dell’arte nazionale cinese.
Una congettura sulla persona ritratta in un dipinto poco noto di Gustav Klimt s’intreccia col tema del “modello nero nella pittura europea”.
Gli anni di formazione di Paolo Caliari detto “il Veronese”, narrati dal curatore della grande mostra al Prado di primavera/estate 2025.
Il parco massonico della Villa Durazzo Pallavicini di Pegli (Genova), concepito come un’opera teatrale.
La mostra di D&G al Palazzo Reale di Milano, omaggio alla femminilità e alla Sicilia e apoteosi del made in Italy.
Da testimonianze di prima mano, a poco più di un anno dalla morte dell’artista ricostruiamo le origini dello stile che ha reso celebre Fernando Botero.
Meravigliosi tavoli di marmi e pietre commessi a Roma nella seconda metà del XVI secolo.
Gli affreschi del palazzo di Sassuolo, delizia dei Duchi d’Este, sono il trionfo del trompe-l’œil.
Paraventi giapponesi del periodo Edo su cui sono dipinti ulteriori paraventi ingombri di abiti meravigliosi.