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Il fenomeno tutto europeo del Grand Tour, illustrato da una collezione di cammei chiamati “zolfi”.
L’attività di Galileo Chini come decoratore del Palazzo del Trono di Bangkok.
Una poetica intuizione guida questo ricordo di Giorgio Armani intessuto da Giovanni Mariotti a un mese dalla morte del grande stilista.
Il salottino etrusco nella reggia sabauda di Racconigi, notevolissimo esempio di capriccio anticheggiante.
Il pittore, nonché architetto e scenografo, Andrej Beloborodov sognò un mondo silenzioso di antiche rovine invase dalle acque.
La Biblia pauperum del Sacro Monte di Varallo narrata da Vittorio Sgarbi anche attraverso le ispirate parole di Giovanni Testori.
Nella Firenze rinascimentale era usanza rifocillare le donne dopo il parto con cibi presentati su vassoi decorati ad arte.
Le tavolette d’avorio salernitane, capolavoro dell’incisione medievale, con raffigurazioni dall’Antico e dal Nuovo Testamento.
Le avventure (soprattutto sentimentali) di Byron a Ravenna illustrate da dipinti ispirati alle opere composte dal poeta in tale periodo.
L’opera pittorica di Emanuele Cavalli, innervata di esoterica spiritualità, narrata nel contesto di quel che fu la Scuola di Roma e di quel che ne seguì.
Il curioso eclettismo di alcune eccentriche ville salentine che sembrano palazzi fantastici di un Oriente immaginato.
La natura imbrigliata nel Salto del Velino, creato in epoca repubblicana latina, fu una tappa obbligata del Grand Tour.
Anche di Bellezza si può essere sazi. Héctor A. Faciolince a confronto con il ritratto di Cornelis Van der Geest, mercante e mecenate di Anversa.