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La collezione di pietre di Roger Caillois e quella di ciottoli d’Arno di Giovanni Pratesi.
Una processione di morti guidata da scheletri nella chiesa di Santa Maria delle Lastre a Vermo e in quella della Santa Trinità a Cristoglie.
Gli anni di formazione di Paolo Caliari detto “il Veronese”, narrati dal curatore della grande mostra al Prado di primavera/estate 2025.
Una congettura sulla persona ritratta in un dipinto poco noto di Gustav Klimt s’intreccia col tema del “modello nero nella pittura europea”.
Un articolo dotto e spiritoso analizza i molti autoritratti, ispirati anche da uno scopo auto-promozionale, di Sofonisba Anguissola.
Le interessantissime e poco note opere giovanili della pittrice Elisabeth Chaplin dipinte nella campagna fiorentina.
La vorace e sapiente carriera di collezionista d’arte del cardinal Richelieu, Primo Ministro di Luigi XIII di Francia.
Un’opera poco nota del Pinturicchio, il Soffitto dei Semidei, accompagna una dotta e appassionante disquisizione mitologica.
Le tavolette d’avorio salernitane, capolavoro dell’incisione medievale, con raffigurazioni dall’Antico e dal Nuovo Testamento.
Un viaggio in Provenza corredato da un trittico di Nicolas Froment e dalle leggende sulla Tarasca, il drago antropofago del Rodano.
Alcune figure di pittori-musici del Rinascimento veneziano sono un eccellente esempio della relazione fra le arti in questo periodo storico.
La casa romana di Luigi Serafini, il visionario autore del Codex Seraphinianus.
Una straordinaria campagna fotografica messicana e due dotti articoli portano alla scoperta della poetica dell’ungherese Géza Maróti.
Gli assemblage del contemporaneo Marco Barina sono attribuiti in un racconto a fantomatiche popolazioni pre-umane.
L’attività di Galileo Chini come decoratore del Palazzo del Trono di Bangkok.
La Casa Madre dell’Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra, progettata da Piacentini, ospita opere, fra gli altri, di Wildt e Sironi.
Le pacifiche ma misteriose vedute d’interni del danese Vilhelm Hammershøi sono indagate sul piano storico-artistico e poetico.
Le opere dello scultore contemporaneo Javier Marín conservano la memoria dolorosa della violenta storia che originò l’attuale civiltà messicana.
Gli affreschi del palazzo di Sassuolo, delizia dei Duchi d’Este, sono il trionfo del trompe-l’œil.