L’orlo vertiginoso delle spirali
L’ORLO VERTIGINOSO DELLE SPIRALI
Giovanni Mariotti“Una torre, dalla quale si lasciasse cadere un sasso, venendo portata dalla vertigine della terra, nel tempo che il sasso consuma nel suo cadere scorrerebbe molte centinaia di braccia verso Oriente”: in questa frase di Galileo Galilei la parola “vertigine” ha il suo senso antico: quello di moto rotatorio. Chi è preda di capogiri ha l’impressione di percepire la “vertigine” della terra, il suo rigirarsi nello spazio. Nel 1908 un pittore di Ostenda, Léon Spilliaert, dipinse un’opera che chiamò Vertigo. Cinquant’anni dopo Alfred Hitchcock diede lo stesso titolo a un suo film. Nel quadro appariva lo scorcio di un grande edificio che non somigliava a nulla di esistente; nei titoli di testa del film affluivano, dal fondo di una pupilla femminile, misteriose spirali ruotanti. Pittore e cineasta avevano trasferito nelle loro opere un disorientamento, un’allucinazione spaziale, che forse avevano sperimentato, ed entrambi avevano incontrato sulla loro strada la spirale, il segno più vicino a una rappresentazione grafica della vertigine.