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Mr PA, alter ego di Orhan Pamuk, visita il Metropolitan Museum di New York e si sofferma sulla Roma Antica di Giovanni Paolo Panini.
Meravigliosi tavoli di marmi e pietre commessi a Roma nella seconda metà del XVI secolo.
La sala da pranzo del Palazzo Altieri di Oriolo Romano, decorata da Giuseppe Barberi.
L’opera pittorica di Emanuele Cavalli, innervata di esoterica spiritualità, narrata nel contesto di quel che fu la Scuola di Roma e di quel che ne seguì.
La vita romana di Winckelmann in un “ritratto parlato” che ne mette in luce aspetti personali e nascosti.
Il fenomeno tutto europeo del Grand Tour, illustrato da una collezione di cammei chiamati “zolfi”.
Il pittore, nonché architetto e scenografo, Andrej Beloborodov sognò un mondo silenzioso di antiche rovine invase dalle acque.
Un busto in marmi policromi in Santa Maria Maggiore (Roma) ritrae l’ambasciatore congolese d’inizio XVII secolo Emanuele Ne Vunda.
Il salottino etrusco nella reggia sabauda di Racconigi, notevolissimo esempio di capriccio anticheggiante.
La Biblia pauperum del Sacro Monte di Varallo narrata da Vittorio Sgarbi anche attraverso le ispirate parole di Giovanni Testori.
La natura imbrigliata nel Salto del Velino, creato in epoca repubblicana latina, fu una tappa obbligata del Grand Tour.
I festoni botanici affrescati da Giovanni da Udine nella Villa Farnesina di Roma, che includono diverse specie allora appena scoperte nel Nuovo Mondo.
Gli anni di formazione di Paolo Caliari detto “il Veronese”, narrati dal curatore della grande mostra al Prado di primavera/estate 2025.
La collezione di pietre di Roger Caillois e quella di ciottoli d’Arno di Giovanni Pratesi.
Le tavolette d’avorio salernitane, capolavoro dell’incisione medievale, con raffigurazioni dall’Antico e dal Nuovo Testamento.