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L’elogio della Penelope andina, l’artista tessile colombiana Olga de Amaral, il ragno d’oro delle Ande.
Una mostra che ripercorre i momenti più significativi della produzione editoriale di Franco Maria Ricci, caratterizzata dalla costante presenza del nero.
Il corteo della Regina di Saba illustrato da Josep Maria Sert in una sala dell’Hôtel Particulier dei Wendel, oggi al Museo Carnavalet.
Una versione apocrifa della Fuga in Egitto dell’illustratore francese Luc-Olivier Merson, ambientata nella piana di Giza.
Una vicenda come quella di Arianna (prima a Creta e poi a Nasso) è stata nei secoli l’ispirazione per meravigliose opere figurative.
La sala da pranzo del Palazzo Altieri di Oriolo Romano, decorata da Giuseppe Barberi.
Meravigliosi paraventi raccontano l’incontro di culture fra Portogallo, Giappone e Messico avvenuto nel XVI secolo.
L’Accademia Carrara per la prima volta torna a riunire il mazzo Visconti-Sforza “Colleoni”, insieme ad altri tarocchi d’arte di tutti i secoli.
In occasione di una mostra alle Scuderie del Quirinale, un affascinante viaggio nei tesori dei Faraoni.
La collezione di antichi orologi solari raccolta da Piero Portaluppi, oggi al Museo Poldi Pezzoli di Milano in un raffinatissimo allestimento.
Gli sbalorditivi risultati registrati in tre diversi incanti: un dipinto del Canaletto, una specchiera di Claude Lalanne, un libro di Galileo Galilei.
La Casa Madre dell’Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra, progettata da Piacentini, ospita opere, fra gli altri, di Wildt e Sironi.
Il curioso eclettismo di alcune eccentriche ville salentine che sembrano palazzi fantastici di un Oriente immaginato.
La natura imbrigliata nel Salto del Velino, creato in epoca repubblicana latina, fu una tappa obbligata del Grand Tour.
Dopo aver abdicato al trono, la regina Cristina di Svezia scese in Italia e si dedicò pienamente alla sua grande vocazione di mecenate e collezionista d’arte.
I fasti del Padiglione delle Feste del Grand Hotel delle Terme di Castrocaro decorato da Tito Chini.
Uno sguardo d’insieme sull’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, con particolare attenzione agli stucchi del Serpotta.
Il parco massonico della Villa Durazzo Pallavicini di Pegli (Genova), concepito come un’opera teatrale.
Gli assemblage del contemporaneo Marco Barina sono attribuiti in un racconto a fantomatiche popolazioni pre-umane.
Una straordinaria campagna fotografica messicana e due dotti articoli portano alla scoperta della poetica dell’ungherese Géza Maróti.
Due quadri di Manet, probabilmente ispirazione di un episodio narrato da Proust, sono il punto di partenza per una disamina sulla presenza degli asparagi nella letteratura e nella pittura.
In occasione della mostra sulle Cascate del Niagara alla National Gallery di Washington, ripercorriamo la presenza di questa meraviglia naturale nella cultura e nelle arti.
La vita romana di Winckelmann in un “ritratto parlato” che ne mette in luce aspetti personali e nascosti.