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La terza visita di Mr PA al Metropolitan Museum di New York è dedicata ai Giocatori di carte di Cézanne.
Un commovente articolo di Giovanni Mariotti, scritto in un respiro senza punteggiatura, ritrae il pittore macchiaiolo Silvestro Lega.
L’Arco di Traiano a Benevento racconta il desiderio mai compiuto di portare il popolo romano nei lontani e mitici confini dell’India.
Questa volta Mr PA si sofferma sulla rappresentazione del Pipistrello Indiano della Frutta nel bestiario indiano noto come Album Impey.
Le avventure (soprattutto sentimentali) di Byron a Ravenna illustrate da dipinti ispirati alle opere composte dal poeta in tale periodo.
I festoni botanici affrescati da Giovanni da Udine nella Villa Farnesina di Roma, che includono diverse specie allora appena scoperte nel Nuovo Mondo.
Il più intellettuale dei passatempi da interno, il gioco degli scacchi, è descritto attraverso le scacchiere di una collezione portoghese.
Meravigliosi tavoli di marmi e pietre commessi a Roma nella seconda metà del XVI secolo.
Le tavolette d’avorio salernitane, capolavoro dell’incisione medievale, con raffigurazioni dall’Antico e dal Nuovo Testamento.
Gli anni di formazione di Paolo Caliari detto “il Veronese”, narrati dal curatore della grande mostra al Prado di primavera/estate 2025.
Il Museo dell’Innocenza a Istanbul è strettamente legato all’omonimo romanzo del Premio Nobel che qui ci narra la genesi di entrambi.
Un’opera poco nota del Pinturicchio, il Soffitto dei Semidei, accompagna una dotta e appassionante disquisizione mitologica.
Una straordinaria campagna fotografica messicana e due dotti articoli portano alla scoperta della poetica dell’ungherese Géza Maróti.
La collezione di gioielli di René Lalique raccolta dall’amico e mecenate Calouste Gulbenkian.
Riscopriamo l’arte greco-buddhista del Gandhara, esempio straordinario di contaminazione fra culture ed estetiche.
Un manoscritto dalle vicende avventurose ci porta nelle terre orientali colonizzate dagli Europei nel XVI secolo.
Il Palazzo delle Istituzioni Italiane di Tangeri, fatto costruire da un sultano che poi non l’abitò mai, è un vero e proprio caleidoscopio di dettagli decorativi.
“Sculture in stoffa”, ovvero gli abiti di Roberto Capucci. Adattare i tessuti, obbligarli all’architettura dell’abito è stato il proposito di una vita.
Nella Firenze rinascimentale era usanza rifocillare le donne dopo il parto con cibi presentati su vassoi decorati ad arte.
La sala da pranzo del Palazzo Altieri di Oriolo Romano, decorata da Giuseppe Barberi.
La mostra site-specific di Anselm Kiefer al Palazzo Reale di Milano indaga e celebra preveggenti figure femminili del passato.
I fasti del Padiglione delle Feste del Grand Hotel delle Terme di Castrocaro decorato da Tito Chini.
I Briganti del Lazio e le loro compagne ciociare nei dipinti del pittore francese Louis-Léopold Robert.
La collezione Olnick Spanu dei vetri realizzati a Murano dall’architetto Carlo Scarpa.