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Eroici furori casertani

Il bagno di Diana e il bagno di Venere
Antonio Soldi
Fotografie di Massimo Listri

IL BAGNO DI DIANA E IL BAGNO DI VENERE

Antonio Soldi

Spalle alla facciata posteriore (che come da tradizione è la più sontuosa) della Reggia di Caserta, pieni ancora gli occhi dei suoi ori e dei suoi stucchi, si incammina il visitatore per lo splendido giardino a cassa armonica del Vanvitelli per giungere alla cascata con i gruppi di Diana e Atteone, opera dello scultore napoletano Tommaso Solari. Due secoli prima, un corregionale di Solari, il nolano Giordano Bruno, nei suoi dialoghi De gli eroici furori aveva rivelato il significato filosofico e iniziatico del mito del cacciatore che vede nuda la dea ed è, per spregio, mutato in cervo e sbranato dai suoi cani. Per non subire identico destino, il visitatore è invitato a voltare a destra, nel Giardino Inglese immortalato dalle fotografie di Massimo Listri: avvolto nello stormire di queste fronde, ci spiega Antonio Soldi, attraverserà un cammino iniziatico e giungerà a contemplare un altro bagno, quello di Venere, stavolta senza rischiare punizioni perché il suo sguardo sarà stato purificato: la malizia – si dice – è nell’occhio di chi guarda.