Il filo di una storia, la storia di un filo
LA LUNGA ATTESA
Gloria FossiÈ tradizione che l’attesa delle donne del mito sia legata a un filo: Penelope attendeva Ulisse tessendo e disfacendo la sua tela, Arianna attendeva Teseo che tornasse dal Labirinto grazie al filo che lei gli aveva dato. Spesso nei miti le cose si ripetono due volte: così l’attesa di Arianna sull’isola di Creta alle soglie del palazzo-prigione del Minotauro si sdoppia nell’attesa di Arianna abbandonata sull’isola di Nasso finché non giunge Dioniso, il nuovo dio, a prenderla con sé. Triste tributo a una cultura antica è che l’eroina della storia (sua la brillante astuzia del filo) debba trovarsi relegata al muliebre ruolo di colei che attende un marito che la libererà; Hofmannsthal, nel suo libretto per Strauss, ribalta la situazione: è l’amore della regina a divinizzare e a legittimare il fanciullo giunto da Oriente. Ma tutto il mito di Arianna, come ci racconta Gloria Fossi in questo articolo, è nel prima, nell’attesa, nel suo scrutare la soglia e l’orizzonte. Possiamo attribuirle le parole della Butterfly, lei pure in attesa del fil di fumo che giungerà dal mare, anche lei – spoiler – tradita da colui che attende: “… mi metto là sul ciglio del colle e aspetto e aspetto gran tempo e non mi pesa la lunga attesa…”.